La nostra storia
dal 1985


La storia di Asprocarne è un percorso di costante evoluzione, che riflette i cambiamenti del settore zootecnico e l’impegno continuo per la qualità, la competenza e la garanzia della filiera bovina piemontese.

Viene eletto il primo Consiglio di Amministrazione (CDA) con Sergio Panizza come Presidente e Tino Testa come Direttore. L’associazione conta circa 10.000 soci e ha sede a Torino, in Via Castellamonte, condivisa con altre associazioni di produttori (latte, suini e avicunicoli).
Asprocarne ottiene il riconoscimento ufficiale da parte della Regione Piemonte.
Nasce la Legge Regionale 35/88 sulla certificazione delle carni, che segna un primo importante passo verso la valorizzazione del prodotto.
Le prime macellerie e allevamenti aderiscono al circuito a marchio L.R. 35/88, durante la prima crisi della BSE (Mucca pazza).
Nasce la filiera a marchio “Dono di Natura”, dedicata alla valorizzazione della carne di qualità.
La seconda crisi BSE provoca un crollo del prezzo della carne e una forte riorganizzazione del settore. Viene introdotto il Regolamento UE 1760/00, che impone l’etichettatura obbligatoria delle carni con informazioni su nascita, allevamento e macellazione.
Asprocarne ottiene l’approvazione ministeriale per il proprio disciplinare di etichettatura volontaria, offrendo un importante strumento di garanzia al mercato.
La sede viene trasferita da Torino a Carmagnola, in Via S. Pellico.
Asprocarne, insieme ad Agripiemonte Carne (Confagricoltura), fonda il Consorzio Carni Qualità Piemonte, presieduto da Marco Favaro, con l’obiettivo di rilanciare l’immagine del settore post-BSE, puntando sulla certificazione e sulla comunicazione al consumatore.
Il marchio L.R. 35/88 evolve nella filiera certificata “Allevato in Piemonte”.
Mario Panero viene eletto Presidente: una figura di equilibrio e competenza, profondamente legata ai valori della cooperativa.
Asprocarne si trasforma in Cooperativa, consolidando la sua struttura organizzativa.
Simone Mellano diventa Direttore.
Mauro Capello entra nel team come addetto al servizio commerciale.
La sede si sposta in Via Sommariva, a Carmagnola. Nello stesso anno, Agripiemonte Carne si scioglie e i suoi soci confluiscono in Asprocarne, che diventa così l’unica Organizzazione di Produttori (OP) di carni bovine in Piemonte.
L’attività commerciale, fino ad allora marginale, diventa strategica e oggi rappresenta una componente fondamentale per la crescita dell’organizzazione.
Nasce il Sistema di Qualità Nazionale in Zootecnia (SQNZ). Asprocarne partecipa attivamente alla stesura dei disciplinari, in particolare per il vitellone e la scottona ai cereali.
Il Ministero riconosce ufficialmente il disciplinare SQNZ dedicato al vitellone ai cereali.
L’improvvisa scomparsa del Presidente Mario Panero segna un momento di grande cambiamento. Gli subentra Roberto Buratto, che in seguito diventa Presidente Onorario.
Con la nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione, Franco Martini assume la presidenza, aprendo una nuova fase di crescita e consolidamento per l’azienda.
È un anno di svolta: il fatturato supera per la prima volta i 10 milioni di euro, segnando un importante traguardo economico e strategico.
Il Consorzio Sigillo Italiano ottiene il riconoscimento ministeriale, un passo decisivo per la tutela e la valorizzazione delle produzioni certificate.
L’azienda trasferisce la propria sede negli attuali uffici di Via G. Giolitti a Carmagnola, rafforzando la propria presenza e organizzazione sul territorio.
I risultati continuano a crescere: il fatturato supera per la prima volta i 20 milioni di euro, confermando la solidità e la capacità di sviluppo del gruppo.
Franco Martini viene nominato presidente del Consorzio Sigillo Italiano, riconoscimento del suo impegno e della sua esperienza nel settore.
Un altro traguardo storico: il fatturato oltrepassa i 40 milioni di euro, testimonianza di un percorso di crescita costante e di una visione imprenditoriale vincente.
Asprocarne collabora strettamente con il Consorzio Sigillo Italiano, promuovendo la valorizzazione nazionale del prodotto e applicando i disciplinari SQNZ, tra cui quello dedicato al Fassone Piemontese.
L’organizzazione gestisce ogni aspetto della filiera: dall’assistenza tecnica alle aziende associate,all’applicazione e monitoraggio dei disciplinari di qualità, fino alla commercializzazione degli animali vivi e progetti di valorizzazione del prodotto finito.