METEO.IT
              

METEO.IT

INFORMAZIONI SULLA CARNE

Info sulla sicurezza / Etichettatura

Controlli sanitari


Dall’azienda agricola fino alla distribuzione della carne in macelleria o al supermercato e presso la ristorazione, vengono svolti severi controlli dai veterinari delle Agenzie Sanitarie ad ogni punto chiave della filiera per garantire la sicurezza della carne.

L'allevamento


Al livello dell’allevamento, la Sanità Pubblica Veterinaria svolge le seguenti funzioni:
  • il controllo dell'igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche;
  • la sorveglianza epidemiologica e la profilassi ai fini del controllo delle malattie infettive e in particolare le zoonosi (malattie animali che si possono trasmettere all’uomo);
  • la vigilanza e la lotta al randagismo ai fini della prevenzione delle malattie parassitarie;
  • la vigilanza e il controllo sulla preparazione, commercializzazione e impiego dei mangimi e degli integratori per mangimi;
  • la vigilanza e il controllo sull’impiego dei farmaci ad uso veterinario.

Ogni farmaco utilizzato in allevamento viene prescritto da un veterinario con apposita ricetta. Su quest’ultima ritroviamo in particolare: nome del farmaco, dosi, durata di somministrazione e codice identificativo dell’animale per cui è stato prescritto. L’allevatore ha l’obbligo di tenere tutte le ricette per almeno 5 anni.

Il macello


Al livello del macello, vengono svolte due tipologie di controlli:
  • Un controllo dello stabilimento, dell’igiene generale e del personale per il rilascio dell’autorizzazione sanitaria.
  • Un controllo sistematico del singolo animale prima e dopo la macellazione. Prima della macellazione si verifica l’identificazione dell’animale e la sua provenienza. Alla fine del processo di macellazione, un veterinario dell’ASL esamina ogni carcassa, nel caso non presenti nessuna anomalia, entra nella catena alimentare.
Le carcasse non idonee al consumo umano vengono distrutte sotto il controllo dell’Agenzia Sanitaria, insieme ai Materiali a Rischio Specifico o “MRS”, eliminati per prevenire il rischio legato alla BSE. Un ultimo controllo viene effettuato riguardo ai residui di farmaci, pesticidi o altre sostanze vietate come gli anabolizzanti che potrebbero ritrovarsi nelle carni.

Le fasi successive


Dopo la macellazione, le carcasse vengono inviate al distributore (GDO o macelleria tradizionale) o ad un laboratorio di sezionamento e di seguito a ristoranti, macellai, aziende di trasformazione. Tutti questi operatori della filiera sono anche loro sottoposti ai controlli dei veterinari. Devono, infatti, ottenere l’autorizzazione sanitaria e dimostrare in ogni momento di mantenere la qualità sanitaria della carne bovina lungo tutto il processo di produzione.

Più controlli


Ulteriori controlli sanitari possono essere eseguiti in autocontrollo da tecnici delle organizzazioni di produttori, da responsabili qualità degli stabilimenti di macellazione e sezionamento e da consulenti esterni per propria volontà degli operatori di dimostrare la loro professionalità e la qualità sanitaria effettiva del prodotto. Questi ultimi controlli sono facoltativi nel senso che sono le aziende stesse ad organizzare o chiedere di essere controllate.


Etichettatura


L’etichettatura obbligatoria

Già nel 1997 il Regolamento europeo N°820 istituisce l’obbligo di una specifica etichettatura delle carni bovine e dei prodotti a base di carne bovina in tutti i paesi dell’Europa, consentendo così la trasparenza delle informazioni ai consumatori.

Questo Regolamento è stato ampliato e sostituito dal Reg. (CE) N°1760/2000 del Parlamento Europeo, oggi in vigore.

Dal 1° Gennaio 2002, il tuo macellaio o il supermercato dove compri la carne bovina è obbligato a fornirti le seguenti informazioni:
  1. Un numero o un codice di riferimento che evidenzi il nesso tra la carne e l’animale o gli animali. Tale numero può essere il numero d’identificazione del singolo animale o il numero d’identificazione di un gruppo di animali;
  2. lo Stato membro o il paese terzo di nascita;
  3. lo Stato membro o il paese terzo in cui ha avuto luogo l’ingrasso;
  4. il numero di approvazione del macello presso il quale sono stati macellati l’animale o il gruppo di animali e lo Stato membro o il paese terzo in cui è situato tale macello;
  5. il numero di approvazione del laboratorio di sezionamento presso il quale sono state sezionate le carcasse o il gruppo di carcasse e lo Stato membro o il paese terzo in cui è situato tale laboratorio.


L’etichettatura volontaria

A queste informazioni obbligatorie ne possiamo aggiungere altre ma è necessario che i vari operatori della filiera applichino un disciplinare di etichettatura volontaria autorizzato in Italia dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

Tutti i disciplinari di etichettatura volontaria approvati hanno un codice identificativo riportato sull’etichetta della carne o sullo scontrino. Quello di Asprocarne Piemonte è per esempio IT005ET.

L’applicazione di ogni disciplinare di etichettatura volontaria viene rigorosamente controllata da un ente terzo.

Solo con l’etichettatura volontaria puoi saperne di più sulla carne che acquisti, ad esempio l’allevamento, l’alimentazione, la razza, l’età, il sesso dell’animale, tutti elementi che determinano e differenziano la qualità, la tenerezza e la succosità delle carni.

Gli operatori della filiera bovina che decidono di aderire all’etichettatura volontaria ti permettono di conoscere e scegliere la carne, garantendoti la sua qualità e provenienza.

ORGANIZZAZIONE PRODUTTORI CARNE PIEMONTE S.C.C. utilizza cookies tecnici e di profilazione e consente l'uso di cookies a "terze parti" che permettono di inviarti informazioni inerenti le tue preferenze.
Continuando a navigare accetti l’utilizzo dei cookies, se non desideri riceverli ti invitiamo a non navigare questo sito ulteriormente.

Scopri l'informativa e come negare il consenso. Chiudi
Chiudi
x
Utilizzo dei COOKIES
Nessun dato personale degli utenti viene di proposito acquisito dal sito. Non viene fatto uso di cookies per la trasmissione di informazioni di carattere personale, né sono utilizzati cookies persistenti di alcun tipo, ovvero sistemi per il tracciamento degli utenti. L'uso di cookies di sessione (che non vengono memorizzati in modo persistente sul computer dell'utente e scompaiono, lato client, con la chiusura del browser di navigazione) è strettamente limitato alla trasmissione di identificativi di sessione (costituiti da numeri casuali generati dal server) necessari per consentire l'esplorazione sicura ed efficiente del sito, evitando il ricorso ad altre tecniche informatiche potenzialmente pregiudizievoli per la riservatezza della navigazione degli utenti, e non consente l'acquisizione di dati personali identificativi dell'utente.
L'utilizzo di cookies permanenti è strettamente limitato all'acquisizione di dati statistici relativi all'accesso al sito e/o per mantenere le preferenze dell’utente (lingua, layout, etc.). L'eventuale disabilitazione dei cookies sulla postazione utente non influenza l'interazione con il sito.
Per saperne di più accedi alla pagina dedicata

Individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei cookie.
Provvedimento n.229 dell'8 maggio 2014 - pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 3 giugno 2014.

Consulta il testo del provvedimento