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OLIVERO E SCORDAMAGLIA AL CONVEGNO ASSOCARNI UNAITALIA E ASSICA SU CLESSIDRA AMBIENTALE



Roma, (agra press) - la carta di Milano,
documento istituzionale per expo, deve arricchirsi dei contenuti della
clessidra ambientale messa a punto dalla filiera industriale della carne per
dimostrare che il consumo di energia per la produzione delle proteine animali
e' pari a quello per la produzione di vegetali. lo ha indicato un convegno
promosso da assocarni, unaitalia e assica nel corso di un convegno che si e'
tenuto in una delle sale del senato.



 



Il presidente di federalimentare e
vicepresidente di assocarni Luigi Scordamaglia ha, a questo proposito, detto
che la filiera delle carni ha moltissimo da dire sul fatto che e' possibile
produrre in modo sostenibile le proteine nobili di cui le popolazioni emergenti
hanno grandi necessità ed ha auspicato che la carta di Milano non contenga
derive antindustriali. "L'intero progetto denominato carni sostenibili -
ha proseguito Scordamaglia - e' un'iniziativa senza precedenti, nata dalla
collaborazione delle tre maggiori filiere zootecniche italiane, bovine, suine, avicole,
per
fare chiarezza sul mondo delle carni, un
settore che oggi impiega oltre 180.000 addetti, generando un valore economico
di 30 miliardi di euro all'anno, rispetto ai circa 180 miliardi dell'intero
settore alimentare e ai 1.500 miliardi del pil nazionale".



 



Al convegno sono intervenuti il
viceministro per le politiche agricole Andrea Olivero, i presidenti delle
commissioni sanità e agricoltura del senato Maria Rizzotti e Roberto Formigoni.
il vice ministro ha sottolineato come l'iniziativa della clessidra ideata da
assocarni e dalle altre sigle va al di là della mera attività lobbistica perché
si configura come cosa molto seria e scientifica. parlare di agricoltura - ha
aggiunto - significa oggi parlare di sostenibilità mettendo in evidenza le opportunità
che la nuova pac offre al sistema zootecnico. Il viceministro ha concluso il
suo dire spiegando che l'indirizzo che la carta di Milano darà non e' tanto
politico quanto piuttosto culturale. Tra gli altri interventi quello di Massimo
Marino, ingegnere ambientale e fondatore della società life cycle engineering,
Ettore Capri, professore ordinario di chimica agraria e membro efsa e Maria Caramelli,
direttore generale dell'istituto zooprofilattico sperimentale del Piemonte, Liguria
e Valle d'Aosta. fulcro del progetto e' il rapporto "la sostenibilità
delle carni in Italia", che evidenzia come la filiera delle carni sia uno dei
settori più virtuosi nell'agroalimentare italiano dal punto di vista
nutrizionale, ambientale, economico, della lotta allo spreco e della sicurezza
alimentare.



 



L'immagine simbolo della ricerca e' la
clessidra ambientale che, partendo dalla piramide alimentare, rappresentativa
della dieta mediterranea, fotografa l'impatto ambientale delle produzioni
agroalimentari, dimostrando come in una dieta settimanale bilanciata, basata
sulle porzioni consigliate dai nutrizionisti del cranut, carne e ortofrutta
impattano sull'ambiente in modo praticamente analogo. Di conseguenza, mangiare
carne nelle giuste quantità risulta sostenibile per l'ambiente, per la salute e
per il portafoglio. nel pubblico, tra gli altri, la vice presidente della
commissione agricoltura del senato Leana Pignedoli e il presidente di assocarni
Luigi Cremonini, il direttore di assocarni Francois Tomei.


FONTE: agrapress






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