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ETICHETTATURA DELLE CARNI BOVINE: FINALMENTE IL NUOVO DECRETO

Con il DM n. 876 del 16 Gennaio 2015, il Ministero delle politiche agricole mette la parola fine ad una vicenda che aveva assunto connotati a dir poco ridicoli.

Il tutto ha avuto inizio circa un paio di anni fa quando da Bruxelles era giunta la notizia che, all'interno di un nuovo regolamento allo studio da parte delle varie Commissioni competenti, si prospettava una totale revisione della normativa comunitaria in materia di etichettatura della carne bovina con l'abrogazione dei sistemi di etichettatura volontaria considerati un costo eccessivo per la filiera e per il consumatore.

Tutto subito ci è sembrato quanto meno strano un tale provvedimento, se non altro nelle motivazioni. Essendo infatti la parte volontaria, come dice la parola stessa, non un obbligo ma un di più che gli operatori offrono ai consumatori, da sempre i costi legati ai maggiori controlli sono ricaduti sui soggetti richiedenti ed in particolare sui  produttori.

Abbiamo quindi cercato di immaginare quale potesse essere la reale motivazione che spingeva l'organo legislativo europeo ad andare così contro corrente da proporre l'abrogazione di un sistema di trasparenza consolidato negli anni, gratuito per il consumatore e non oneroso per le Istituzioni pubbliche.

Le risposte che ci sono venute non trovavano spiegazioni logiche. Probabilmente, pensammo, le lobby "dell'anonimato", come ama definirle il nostro Presidente Barbisan, che hanno interessi enormi nel confondere le idee al consumatore, stavano mettendo lo zampino anche in questo nuovo provvedimento.

Tuttavia, devo dire, che inizialmente ci sembrava talmente surreale una proposta simile che abbiamo pensato, tranquillizzandoci, che, se anche la commissione salute avesse proposto una tale eresia, il provvedimento non sarebbe mai potuto essere approvato dal Parlamento, all'interno del quale i nostri rappresentanti politici avrebbero fatto di tutto per modificare il Regolamento.

Invece, nonostante in modo estenuante per due anni abbiamo presentato a tutti i livelli istituzionali il pericolo che si stava correndo, in modo del tutto inaspettato il provvedimento, dopo alcuni rinvii nelle varie commissioni, è stato approvato da Bruxelles (non senza la complicità di una serie di parlamentari di casa nostra!) e tradotto nel nuovissimo Reg. UE 653/14.

Grazie alla mole immensa di lavoro svolto dal Consorzio Italia Zootecnica, e nonostante l'opposizione feroce da parte dei "soliti noti", siamo riusciti ad ottenere la possibilità di mantenere, almeno nel nostro Paese, un sistema di etichettatura volontaria che ricalca a grandi linee quanto fatto fino ad oggi tradotto nel decreto che trovate qui sotto e che potete scaricare.

Il risultato è importantissimo anche perché rappresenta il primo passo e la base su cui costruire il nostro progetto di Piano Carni Bovine Nazionale su cui da anni lavoriamo.

Ora si va avanti per ottenere da Bruxelles l'approvazione del disciplinare SQN (Sistema Qualità Nazionale) del Vitellone ai Cereali e creare così il marchio nazionale da promuovere per distinguere la nostra carne dalle centinaia di migliaia di tonnellate che ogni anno vengono importate dall'estero.

Simone Mellano 





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Provvedimento n.229 dell'8 maggio 2014 - pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 3 giugno 2014.

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